L'Associazione La storia Le proposte !!! NEW !!! L'area D4

Considerazioni relative alla relazione dei tecnici (dic 2004)

 
La relazione dei tecnici incaricati dall’Amministrazione di esaminare i documenti relativi all’iter di approvazione del PP zona D4, del  PA della Bazzana Inferiore, e del  PR della  cascina Bazzana S.Ilario offre due percorsi o chiavi di lettura.

La prima prospettiva, prettamente tecnica, individua una serie di illegittimità e irregolarità compiute dall’Amministrazione precedente, che hanno portato alla sospensione della sottoscrizione degli atti contrattuali relativi; la sospensiva avrebbe soprattutto lo scopo di valutare se esistono i presupposti per sanare i vizi rilevati, o se, una volta decorsi i termini di legge, procedere ad annullare, tramite delibera di Consiglio Comunale, le delibere di approvazione dei Piani in oggetto.

La seconda prospettiva, politica, consente di dare una valutazione della “filosofia” che ha guidato l’iter di impostazione ed approvazione dei Piani: in particolare si osserva che tutte le scelte sono state compiute favorendo il privato senza contropartite per il pubblico, traducendosi in una sostanziale privatizzazione di una parte rilevante del territorio comunale. Al contrario la normativa urbanistica, in particolare per quanto riguarda i Piani Particolareggiati, di iniziativa pubblica, prevede una pianificazione che non tenga esclusivamente conto delle esigenze economiche del privato che edificherà, ma anche degli effetti prodotti sull’equilibrio dell’assetto del territorio. Nel nostro caso, all’interno del lotto (in particolare per l’area D4) la pubblica amministrazione rinuncia a qualsiasi forma di controllo, lasciando una totale discrezionalità al costruttore. Nello stesso  tempo rinuncia ad una serie di oneri, che, o attraverso scomputi a dir poco impropri, o attraverso la realizzazione di opere al di fuori del comparto edificatorio, e conseguentemente di minor pregio, o assumendosi  per il futuro rilevanti costi di gestione, o ancora rinunciando al controllo di situazioni economicamente rilevanti, produce in sostanza un depauperamento del patrimonio dell’Ente pubblico.

Tutte queste considerazioni, unitamente ai propositi inseriti nel Programma Elettorale, che recitava testualmente: “assumiamo i seguenti impegni chiave:… rinegoziare con le proprietà dell’ area D4 e Bazzana le destinazioni e le tipologie degli insediamenti…, comportano, soprattutto per quanto concerne la D4, la necessità che l’Amministrazione si  riservi la facoltà di modificare radicalmente il progetto, in funzione di una “forte opposizione a……grandi insediamenti di natura commerciale”……”privilegiando le destinazioni e le tipologie……ad alto contenuto tecnologico e di alto valore scientifico……”.

Ancor prima di entrare nel merito del progetto, riteniamo sia comunque necessario adeguare gli strumenti urbanistici :

-        allo studio geologico;

-        al PTC del Parco Agricolo Sud Milano;

-        al PTC della Provincia di Milano.

In secondo luogo si deve procedere a:

-        individuare le aree necessarie per l’urbanizzazione primaria e secondaria  all’interno dei comparti edificabili in oggetto;

-        ricalcolare gli spazi necessari per i parcheggi che, con particolare riferimento al PA Bazzana Superiore e al PR Bazzana S.Ilario, non possono in ogni caso ricadere nelle aree destinate alla viabilità;

-        assegnare tramite bando di concorso Comunale le opere a scomputo degli oneri di urbanizzazione; (v.Programma).

-        garantire che il finanziamento della quota di competenza del Comune di Assago per la realizzazione del Metrò sia a totale carico dei privati edificatori.

Entrando nello specifico dell’intervento, ribadiamo la contrarietà ad attività che comportino un forte aumento di traffico indotto, ed in particolare ad un forte concentramento di spazi adibiti a commercio, in un territorio già saturo di centri commerciali. Siamo, al contrario, favorevoli ad insediamenti come un Polo Tecnologico e/o Museale, che in ragione della contiguità con Il Parco Agricolo Sud Milano, possa naturalmente comportare lo sviluppo di attività produttive e di ricerca ad esso correlate; in definitiva, fatti salvi ovviamente i diritti edificatori esistenti, si ritiene necessario avviare una nuova trattativa con la proprietà, per definire una destinazione dell’area che possa contemperare gli interessi pubblici e quelli privati, sulla base di una possibile riduzione delle volumetrie, da inquadrarsi in un’impostazione progettuale diversa.

Riteniamo altresì improponibile che modifiche importanti del PRG, e di conseguenza dell’assetto del territorio e della qualità della vita dei cittadini di Assago, avvengano senza un adeguato percorso di partecipazione democratica che si avvalga di tutti gli strumenti di coinvolgimento, dal dibattito tra le varie componenti la Lista, all’assemblea pubblica, fino al ricorso al referendum consultivo. Una volta acquisiti tutti gli elementi utili ad una valutazione più puntuale delle questioni sul tappeto, la parola deve dunque tornare alla politica, anche in considerazione del fatto che il consenso, la Lista, lo ha ottenuto in buona misura proprio sulla base di una concezione alternativa dello sviluppo urbanistico del nostro Comune, e della più ampia partecipazione alle scelte da parte dei cittadini.

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INTERVENTO DELL’ass.VIVERE ASSAGO ALL’ASSEMBLEA DI LISTA DEL 14 GENNAIO

La lista civica UNITI per  ASSAGO,  (di cui l’associazione VIVERE ASSAGO è, fin dalla sua fondazione, componente organica) rappresenta una coalizione a dir poco eterogenea dove sono confluite culture e sensibilità diverse. Il collante che ha spinto verso questa aggregazione è la contrarietà ai progetti urbanistici (PP D4, PA Bazzana, PR Bazzana) approvati dalla precedente amministrazione. L’evidenza di questa considerazione  può essere facilmente dimostrata sia attraverso l’analisi dei documenti prodotti al riguardo dai soggetti componenti la Lista che da una semplice analisi politica.

Questa contrarietà, resa esplicita, nel programma della Lista deve finalizzarsi, attraverso la politica dei “minori danni”, in una modifica sostanziale dei progetti in questione; in particolare ricordiamo che la Margherita proponeva testualmente in un suo documento: un radicale azzeramento degli atti, mediante un totale ripensamento di scelte, tempi e metodi, proponendo la rivisitazione critica, attenta e capillare di tutti gli atti tecnici ed amministrativi, compiuti e formalizzati fin qui dall’attuale amministrazione, in modo che, se essi risultassero inficiati da scorretti procedimenti amministrativi perpetrati anche contra legem, gli atti ed i provvedimenti adottati possano essere smentiti e resi di fatto inutilizzabili e non operativi nella loro attuazione pratica”.

Ora, dopo la relazione dei tecnici, che evidenzia, una lunga serie di irregolarità presente negli atti della vecchia amministrazione ci ritroviamo esattamente a questo punto.

Il percorso che ci attende ora è indicato dal documento di Programmazione Urbanistica a firma dell’Assessore Codegoni che propone in un suo capitolo: “Riadozione del Piano Particolareggiato zona D4”. In sostanza un atto assolutamente politico, attraverso cui il CC dovrà approvare (o meno) il Piano Particolareggiato, tenendo conto sia delle legittime attese della Proprietà che dell’altrettanto naturale interesse Pubblico. In particolare si ritiene di dover intervenire nello specifico, verificando la dimensione dell’insediamento, le funzioni previste…ecc…con esclusione della residenza definitiva.          

Anche per quanto attiene al ragionamento rispetto ad un eventuale destinazione a residenziale ci rifacciamo anche al documento sull’urbanistica della Margherita: “Non si è contrari al completamento fisiologico dello sviluppo edilizio, ma questo deve avvenire soddisfacendo le naturali richieste di semplice completamento delle attuali residenze già presenti in Assago. Una cementificazione così massiccia e di fatto stravolgente il territorio di Assago non deriva assolutamente da richieste in loco! 1000 o 2000 alloggi in addendum, non possono far parte delle istanze degli Assaghesi, che vedrebbero questa città ridotta un’appendice dormitorio di Milano, quasi alla stregua di un sobborgo periferico di Milano. Avremmo un quartiere dormitorio, esempio miserabile di cattive scelte urbanistiche e speculative che non appartengono agli Assaghesi.   E’ fuor di dubbio che anche le vocazioni del territorio, quelle che gli urbanisti definiscono “ Genius loci “, non potranno essere ignorate, ripensandole e ristudiandole con attenzione ed oculatezza. Dovranno essere ascoltate le richieste della Cittadinanza, della Società civile, degli operatori ed anche della Proprietà, in modo equilibrato ma senza condizionamenti e forzature, in modo da non propendere verso scelte penalizzanti per i Cittadini ed in modo da non alimentare interessi di alcun genere, contrari alla domanda sociale, intesa in senso ampio, come insieme plurimo di preferenze, esigenze e rivendicazioni legittime manifestate dai Cittadini e dai Gruppi della Società Assaghese. Amministrare vuol dire rendere attuabile la democrazia partecipata e non arrogarsi il diritto di decidere al posto ed invece di Altri, i Quali, come Cittadini hanno pieno titolo per decidere del futuro del proprio territorio. Sarà compito e cura dell’Amministrazione tradurre queste opzioni in scelte oculate ed equilibrate, che facciano gli interessi sociali dei Più e non dei pochi.”.       Il nodo del finanziamento della metropolitana, che giustamente preoccupa gli Amministratori, deve tener conto, del legame improprio che collega un atto certo e definito, come l’accordo per la realizzazione della metropolitana, tra Comune di Assago e Metropolitana Milanese, con un progetto non ancora giunto al termine del suo iter burocratico e, per questa ragione, assolutamente aleatorio. Come da tempo si domandava il viceSindaco Pagliuca: “cosa c'entra la metropolitana con lo sviluppo della zona D4? Perché legare a tutti i costi il progetto denominato "Torre di Babele" dal comitato "Fermiamoli" alla metropolitana? “ e ancora  Pagliuca spiegava che l’intervento dei privati era dovuto in quanto “con la metropolitana aumenta il valore dei loro terreni ed immobili situati nei pressi delle fermate” e concludeva “mentre la costruzione della metropolitana può e deve procedere, il progetto della zona D4 deve essere approfondito, trovando soluzioni che abbiano un impatto meno devastante per il paese, come ad esempio un campus universitario”.

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Intervento di VIVERE ASSAGO all’ASSEMBLEA DEL 1/2/2005

La trattativa con la proprietà D4 e i risultati conseguenti vanno analizzati in base a più ordini di considerazioni; va da sé che la griglia con cui confrontarsi per esprimere un giudizio deve per forza di cose venire ricondotta ai desiderata espresssi nel Programma della Lista.

Innanzitutto bisogna dare un giudizio nel merito del progetto così come si sta evolvendo: la modesta diminuzione della superficie dedicata a “commerciale” e dei suoi effetti negativi in termini di traffico indotto, è compensata, se non del tutto, certamente in parte, dall’aumento (raddoppio) della quota di residenziale, che produce, è vero, meno traffico, ma implica la fornitura di servizi per l’amministrazione. Il bilancio di questa anomala somma algebrica è, a voler essere ottimisti, solo lievemente positiva. Positiva è invece la proposta di offerta di pubblica disponibilità, a patto che venga estesa a tutta la parte di terziario restante (più del 50% del comparto) e venga garantita per un tempo certamente superiore ai 12 mesi ventilati, e attraverso vincoli ineludibili. Naturalmente valutiamo con favore l’aumento di oneri per l’amministrazione, anche se stentiamo a considerarlo più di un atto dovuto, perché in fondo si tratta soltanto della correzione di evidenti errori del Piano Particolareggiato licenziato da Musella.

Una valutazione più squisitamente politica ha connotati ancor meno positivi perché è molto difficile, da parte del cittadino, cogliere significative variazioni nel progetto tanto avversato in campagna elettorale dalla nostra Lista; oltretutto è facilmente prevedibile che gli interventi che vedranno una rapida realizzazione saranno quelli legati a commercio e divertimento (probabilmente già “venduti”), e le residenze, che hanno ancora un mercato florido; la parte di terziario “qualificato”, che a sua volta, potrebbe risultare il fiore all’occhiello della trattativa dell’attuale Amministrazione, ha tempi lunghi e contorni ancora molto confusi,

Un terzo ordine di considerazioni fa riferimento alla storia della nostra associazione; l’opposizione a questo genere di progetti è nel DNA di VIVERE ASSAGO, per cui una valutazione positiva dovrebbe essere molto ben argomentata, sia all’interno dei soci, che di fronte a tutta la cittadinanza, a rischio di perdere molto della credibilità costruita nei 15 anni di vita dell’associazione; questo ragionamento, è pur vero, che riguarda solo noi, ma dal momento che siamo parte di una coalizione dovrebbe essere tenuto in qualche conto anche dalle altre componenti la Lista.

Un, se pur superficiale, giudizio dell’intervento da un punto di vista strettamente urbanistico, considera quantomeno di difficile lettura un tal guazzabuglio di funzioni e tipologie, inserite in un PRG che, al contrario prevedeva una divisione netta (e a onor del vero, con una sua logica!) delle funzioni sul territorio di Assago.

In conclusione crediamo che VIVERE ASSAGO potrebbe esprimerlo un giudizio positivo solo nel caso in cui la parte di terziario ancora non definito, che come già detto rappresenta più del 50% dell’intervento, avesse una sua destinazione certa nei tempi e nella funzione, che deve necessariamente essere rivolta a strutture universitarie, museali, o a poli tecnologici, così come recita il Programmma Eletterole da tutti accettato. Una considerazione a parte va riservata alla viabilità connessa all’intervento che per poter essere funzionale deve necessariamente avere tempi di realizzazione certi e sincroni con lo sviluppo del vari interventi previsti. Conseguenza di queste valutazioni è che in assenza di questi requisiti, per noi fondamentali, l’associazione esprimerà parere negativo in tutte le occasioni istituzionali e non.

 
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Considerazioni a margine dell’assemblea di Lista del 1 feb (inviata a tutti i componentli)

 
L’assemblea della Lista dello scorso martedì ha, come era prevedibile data la centralità tel tema rispetto alle scelte della coalizione, e alla sua importanza per il futuro assetto della nostra comunità, espresso un ventaglio di opinioni molto diversificate con un dibattito in certi momenti anche acceso. A parte la disapprovazione verso eventuali conflitti personali, credo che la diversità rappresenti una ricchezza, o perlomeno sono certo che non è in assoluto un male; mi preoccuperò molto di più il giorno che dovessi vedere, su una scelta importante, un’ unanimità assoluta all’interno degli Assessori e dei nostri Consiglieri comunali!

Certamente è però necessario che dopo il dibattito arrivi il momento della sintesi; e la sintesi deve prevedere uno sforzo collettivo perché rappresenti il più possibile le posizioni di tutti, perché nessuno si senta escluso e perché tutti vedano, nelle scelte dell’Amministrazione un patrimonio comune da difendere e da portare avanti. Per fare ciò è necessario che le posizioni di partenza, ripeto legittime qualunque siano, non restino tali dopo la discussione, ma abbiano a modificarsi nel tentativo di comprendere le ragioni di tutti.

Così intendo comportarmi io, insieme agli amici dell’associazione VIVERE ASSAGO.


Cordialmente, Pierpaolo Montagna

3/2/05

Iter D4