Proponiamo:
il recupero
della marcita della c.na Bazzanella.
Il recupero ed il mantenimento
della marcita rappresenta, un primo passo nella costruzione
di un museo delle origini contadine di Assago, e un recupero di
una tradizione agricola che per centinaia di anni è stata caratteristica
del nostro territorio.
LA
“MARCITA” DI ASSAGO: una storia, un progetto…
Il territorio a Sud di
Milano, il nostro territorio, se
osservato con superficialità può apparire monotono, ripetitivo, in molte parti
degradato da un’urbanizzazione disordinata e dall’inquinamento; per
coglierne gli aspetti più suggestivi è necessario ricorrere a chiavi di
lettura storiche e culturali, facendo riferimento alla presenza di particolari
che sono ancora in grado di testimoniare la presenza di un paesaggio agrario che
è stato fondamentale per la storia dello sviluppo di tutto il territorio
milanese e della stessa Milano. In quest’ottica va ricordato il ruolo svolto,
nei secoli scorsi, dalle abbazie (Chiaravalle, Mirasole, Morimondo, Viboldone)
attraverso l’opera di modernizzazione dell’agricoltura con la
razionalizzazione e lo sfruttamento delle acque di cui il territorio era ed è
ricco, ai fini della irrigazione; un esempio di questa sapiente opera è dato
dall’invenzione delle marcite.
Questa geniale tecnica di coltivazione del foraggio caratteristica della bassa milanese consente, sfruttando l’acqua di irrigazione dei
fontanili anche durante l’inverno, di ottenere prati permanenti che danno
nove, dieci e anche dodici raccolti di foraggio fresco ogni anno, contro i
cinque, sei raccolti consentiti dalle tecniche tradizionali. La marcita consiste
in un gioco idraulico di canali e canaletti che sfruttando pendenze artificiali
mantengono costantemente un velo di acqua sui prati. Per ottenere ciò è
fondamentale la temperatura dell’acqua dei fontanili, che risalendo dal
sottosuolo, mantiene anche d’inverno una temperatura più alta dell’ambiente
esterno. Da qui deriva anche l’aspetto nebbioso tipico dei campi della bassa
padana. Da un punto di vista economico, con la progressiva scomparsa degli
allevamenti di bovini, e i cambiamenti imposti dai moderni metodi di
allevamento, la marcita ha perso gran parte della sua importanza e, le ultime
rimaste in attività dipendono soprattutto dalla passione dei contadini che le
mantengono. Nel ’95 in tutto il territorio del Parco Sud erano presenti 70
marcite; nel territorio del Comune di Assago non ne esistono più, ma potrebbe
essere interessante se l’Ente Pubblico ( Comune? Parco Sud?) si facesse carico
di individuare un’area, possibilmente inquadrabile in un contesto
paesaggistico di continuità con le cascine esistenti, adatta a ripristinare una
marcita, nell’ottica di preservare proprio quei tratti caratteristici del
nostro territorio che consentono a noi, e potranno consentire anche alle
generazioni future di osservare, come in un museo all’aperto, aspetti che
altrimenti potrebbero essere colti solo sui libri di storia; nella zona della
Cascina Bazzanella, dove fino al 1999 era presente una marcita in esercizio, si
osserva oggi un prato incolto dove si possono ancora indovinare la rete di
canali caratteristici della marcita; la rimessa in funzione, chiaramente a scopo
“museale”, della marcita, può rappresentare il primo passo di una sorta di
museo all’aperto che comprende il recupero di parti di pregio della Cascina,
quali il mulino, la porcilaia e la casa padronale.